Andrea Bertoletti
Andrea "Berto191" Bertoletti vive e lavora in provincia di Milano. Nel 2015 si diploma con lode al corso di grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Da qui avvia la sua carriera artistica collaborando con diversi brand e partecipando ad eventi internazionali.
La sua ricerca artistica si sviluppa a partire da un’intensa dimensione autobiografica, intrecciando memorie personali, materiali di recupero e elementi naturali in una riflessione profonda sul tempo, sull’identità e sul rapporto affettivo con gli oggetti. L’artista attribuisce forma e peso ai pensieri e ai ricordi, traducendoli in opere che si configurano come veri e propri contenitori emotivi. Gli oggetti utilizzati - spesso reperiti in luoghi abbandonati o marginali - non sono scelti casualmente, ma portano con sé una storia, una traccia del vissuto che si intreccia con quella dell’artista. In molti casi, anche il luogo stesso in cui l’opera prende forma assume un ruolo centrale: lo spazio non è solo contenitore, ma diventa parte attiva della narrazione, contribuendo a rafforzare il legame tra gesto artistico e memoria.
Il lavoro di Bertoletti è un’indagine poetica e materica sulla possibilità di restituire visibilità all’invisibile: i ricordi, le relazioni, le assenze. La stratificazione dei materiali e la scelta di tecniche spesso ibride riflettono un approccio sensibile e profondo, capace di trasformare lo scarto in significato e l’intimità personale in esperienza condivisa.
L’opera Notturno 0191 di Andrea Bertoletti fa parte di una serie che l’artista porta avanti da tempo e presenta un linguaggio visivo sospeso tra fotografia e pittura. Lo sfondo nero e profondo inghiotte lo spazio, lasciando emergere soltanto frammenti improvvisamente illuminati: foglie, rami e minuscole particelle sospese sembrano apparire per un attimo dall’oscurità. La loro presenza non è stabile, ma somiglia piuttosto a una momentanea “apparizione”, a una traccia appena rivelata e già sul punto di svanire.
Queste immagini non rappresentano direttamente la natura, ma assomigliano piuttosto a residui visivi o a immagini di memoria. I contorni delle foglie appaiono sfumati e interrotti, mentre la luce lascia sulla superficie segni morbidi e fugaci, come se l’immagine fosse stata catturata da un improvviso lampo. In questo contesto la luce non è una fonte di illuminazione gentile, ma una forza rivelatrice: porta temporaneamente alla luce ciò che è nascosto nell’oscurità, rendendolo allo stesso tempo ancora più sfuggente.
I numerosi frammenti bianchi sospesi nell’opera intensificano questa atmosfera instabile. Possono ricordare foglie cadute, ma anche cenere o fiocchi di neve che si disperdono lentamente nel buio. Questi elementi visivi minuti e disseminati generano un ritmo silenzioso ma costantemente mobile. L’osservatore non riesce a determinare con precisione l’origine reale di queste forme, e l’esperienza visiva si sposta così dal riconoscimento alla percezione.
Bertoletti costruisce una vera e propria “estetica della soglia”. L’immagine si colloca tra visibile e invisibile: le forme naturali sono ridotte all’essenziale, lasciando soltanto contorni e ombre. I rami si estendono come linee spettrali, mentre le macchie di luce sulle foglie ricordano frammenti di memoria. Insieme, questi elementi compongono una sorta di linguaggio dell’ombra, un alfabeto visivo fatto di tracce e residui.
Questo approccio entra anche in dialogo critico con la cultura visiva contemporanea. In un’epoca dominata da immagini ad alta definizione e da una continua esposizione visiva, Notturno 0191 enfatizza invece un’esperienza visiva incompleta. L’opera rifiuta di offrire risposte chiare e mantiene l’immagine in uno stato sospeso, sul punto di essere compresa ma mai completamente rivelata. Guardare non diventa più un atto di possesso, ma un processo di avvicinamento e di distanza.
Tra oscurità e bagliore, la foresta non viene mai realmente mostrata, ma solo sfiorata dalla percezione dello spettatore. Le foglie e le ombre sospese sembrano sussurri provenienti dal cuore della notte: appaiono, tremolano per un istante e poi scompaiono di nuovo nell’oscurità.
NOTTURNO 0191
Spray su carta, cm 50 x 70, 2025
Testo di Pengpeng Wang
