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Bruno Zanini

Bruno Zanini, nato a Casarza Ligure il 4 aprile 1957, è uno scultore italiano attivo nel campo delle arti visive. Fin da giovane ha manifestato un forte interesse per le attività artistiche. Inizialmente autodidatta, ha successivamente approfondito la propria formazione attraverso un corso per corrispondenza di disegno e pittura e, nel 1985, frequentando alcuni corsi liberi presso l’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova. Per perfezionare ulteriormente le proprie competenze ha seguito anche un percorso di studio con un pittore professionista. Dal 1991 partecipa regolarmente a mostre collettive e personali ottenendo un crescente riconoscimento. Nel 2003, in occasione di una mostra collettiva, entra in contatto con uno scultore ungherese che lo avvicina alla scultura; da questa collaborazione nasce l’associazione culturale Liguria Arte (La Pietra Nera), di cui è socio fondatore. Da quel momento la sua ricerca artistica si sviluppa attraverso una continua sperimentazione di materiali e tecniche.

La sua produzione comprende sculture, bassorilievi e altorilievi realizzati in diversi materiali, tra cui marmo, pietra, legno, ardesia, pietre dure, acciaio inox, bronzo, alluminio e ferro. Il suo studio e laboratorio si trovano a Casarza Ligure (Genova). Critici e studiosi come Mario Rocca e Cerruti F. hanno scritto del suo lavoro.

Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose mostre e rassegne artistiche, tra cui Expo Fontanabuona, Arte Fiera Genova, Arte Salerno, il Premio Saturarte presso Palazzo Stella a Genova, il Premio Nazionale Pontedera, mostre presso Villa Porticciolo a Rapallo, Palazzo Iacopo a Varazze, la Sala comunale di Savona, nonché esposizioni personali a Castello di Varese Ligure e Sestri Levante.

Tra le sue opere pubbliche figurano: lo stemma in marmo per il Comune di Castiglione Chiavarese, un bassorilievo commemorativo del bombardamento di San Pietro di Frascati, la scultura in legno Il Minatore presso il Museo archeologico di Masso, un altorilievo in marmo per il 50° anniversario degli Alpini di Castiglione Chiavarese e il Monumento ai Marinai di Casarza Ligure.

L’opera Pensieri Nascosti presenta, attraverso una struttura cromatica morbida e fluida e una narrazione grafica delicata, un’immagine visiva sospesa tra realtà e spazio psicologico. La figura umana non appare con contorni netti e definiti, ma sembra emergere gradualmente da colori e texture. Questo effetto di apparizione e dissolvenza rende l’opera simile a un frammento di coscienza, più che a una rappresentazione diretta del mondo esterno.

Uno degli elementi più significativi è il rapporto complesso e sottile tra il volto e le mani del personaggio. Gli occhi appaiono chiari e concentrati, come se fissassero qualcosa che non può essere visto direttamente. Allo stesso tempo, il gesto delle mani sembra celare, indicare o proteggere un’emozione interiore. L’intreccio tra mani e volto costruisce così una struttura psicologica: il pensiero non viene dichiarato apertamente, ma suggerito attraverso la postura del corpo.

Il colore svolge un ruolo fondamentale nella costruzione emotiva dell’opera. Le tonalità calde di arancio, rosa e giallo definiscono l’atmosfera dominante dell’immagine, creando una sensazione di morbidezza e calore; tuttavia queste cromie sono interrotte da campiture di grigio-azzurro e viola chiaro, che introducono una dimensione più complessa. Questa relazione tra caldo e freddo genera un equilibrio ambiguo: l’immagine appare intima e accogliente, ma al tempo stesso attraversata da una sottile tensione psicologica.

La tecnica del marmo mescolato utilizzata da Bruno Zanini conferisce alla superficie un particolare effetto materico. I colori si diffondono sul supporto con venature naturali, simili alle stratificazioni della pietra o alle tracce lasciate dall’acqua. Queste texture spontanee arricchiscono la profondità visiva dell’opera e, allo stesso tempo, evocano la fluidità del pensiero e della memoria: emozioni difficili da esprimere sembrano infiltrarsi lentamente nell’immagine, espandendosi nello spazio della composizione.

Anche la figura stessa suggerisce una condizione di sdoppiamento o sovrapposizione. Il volto non appare completamente unitario, ma sembra costruito attraverso più livelli visivi sovrapposti. Questa scelta formale rende il personaggio simultaneamente uno e molteplice, come se fosse composto da diversi volti interiori. Ne emerge una metafora della complessità dell’identità umana, dove tra superficie e interiorità, tra sé e emozioni nascoste, esiste una distanza sottile.

In questa atmosfera visiva al tempo stesso delicata e instabile, lo spettatore è invitato a entrare in uno spazio psicologico silenzioso, dove i pensieri non hanno bisogno di essere pronunciati, ma continuano a esistere in modo discreto e persistente.





PENSIERI NASCOSTI
Tecnica mista su marmo statuario, cm 40 x 50, 2025
Testo di Pengpeng Wang

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