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Carmelo Ventura

L’opera di Carmelo Ventura, giovane talento calabrese formatosi all’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria sotto la guida del Maestro Luigi Citarrella, si manifesta come un dispositivo dialettico di rara potenza simbolica, dove due strutture piramidali, speculari nella forma ma divergenti nella sostanza materica, si ergono in un paesaggio brullo a testimoniare la tensione tra libertà individuale e sovrastrutture collettive. Il titolo stesso, Hairesis, richiama l’atto greco della scelta e dell'eresia come scarto consapevole dal sistema, ponendo lo spettatore di fronte a un confronto serrato tra l'organicità del vissuto e la freddezza della burocrazia. Questa ricerca non si esaurisce nella sola riflessione concettuale, ma trova compimento in un design modulare di estrema intelligenza spaziale, che permette all'opera di abitare con eguale efficacia il "cubo bianco" dei contesti museali e galleristici — come dimostrato con successo durante la II Edizione della Biennale del Gattopardo nell'ambito di Agrigento Capitale Italiana della Cultura 2025 — o di trasfigurarsi in un’imponente installazione di Land Art. In quest'ultima veste, le piramidi smettono di essere oggetti per farsi segnali territoriali, capaci di dialogare con la luce radente e l’asprezza del suolo, trasformando l'ambiente circostante in uno spazio di pensiero attivo. Sotto il profilo della continuità storica, la pratica di Ventura richiama la lezione di artisti storicizzati che hanno fatto del modulo e dell'installazione site-specific il proprio marchio di stile: si avvertono echi della rigoria geometrica di Sol LeWitt, nella capacità di generare complessità partendo da forme primarie, e la sensibilità antropologica di Jannis Kounellis, nel contrapporre materiali per innescare un cortocircuito emotivo tra natura e artificio. Al pari di Robert Smithson o Richard Serra, l’intervento di Ventura non occupa semplicemente lo spazio, ma lo ridefinisce attraverso una gestualità architettonica e filosofica che lo rende un candidato ideale per un annuario di arte contemporanea volto a favorire il dialogo tra Italia e Cina. La sua opera, infatti, si presta a una lettura interculturale immediata: la simbologia della piramide e il concetto di modularità risuonano profondamente con la tradizione costruttiva e la filosofia dello spazio orientale, offrendo un terreno comune dove la razionalità occidentale incontra la ricerca di armonia e l'indagine sul rapporto uomo-struttura tipiche della nuova avanguardia asiatica. Questa capacità di parlare un linguaggio universale, pur mantenendo salde le radici nella tecnica scultorea appresa dal Maestro Citarrella, trasforma il lavoro di Ventura in un ponte culturale capace di superare i confini geografici per approdare a una sintesi estetica globale.





HAIRESIS
Scultura in gesso, cm 32 x 20 x 10 (ciascuno), 2025
Testo di Michele Citro

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