Chen Jianping
Chen Jianping, nato nel 1962, ha coltivato fin da giovane un forte interesse per la letteratura, l’arte e la filosofia, dedicandosi inizialmente alla scrittura poetica e ad attività commerciali. In seguito ha progressivamente abbandonato il settore commerciale per dedicarsi interamente alla pratica artistica, sviluppando nel tempo un percorso autonomo attraverso lo studio autodidatta. La sua ricerca comprende diversi media, tra cui pittura, video e installazione, accompagnati da una costante riflessione teorica e filosofica legata all’arte.
Nel suo lavoro creativo il linguaggio dell’astrazione occupa una posizione centrale. Attraverso le sue opere esplora il rapporto tra l’essere umano e la natura, tra il tempo e l’esistenza, cercando di costruire un dialogo continuo tra espressione visiva e riflessione filosofica. La sua pratica artistica riflette sia una ricerca formale sui materiali e sui linguaggi, sia una meditazione sull’esperienza spirituale e sulla concezione della natura.
Nel 2011 ha presentato la mostra personale New Abstract Trace Painting Exhibition presso il Museo d’Arte di Shanghai; nel 2012 ha realizzato il progetto Homeland – New Nature Art Exhibition presso il Museo d’Arte Contemporanea di Pechino. Ha inoltre partecipato a numerose ed importanti esposizioni nazionali e internazionali, tra cui la Mostra Internazionale d’Arte al Grand Palais di Parigi nel 2010; la Mostra del Premio Internazionale Giotto a Firenze nel 2025, ricevendone il Premio; e nello stesso anno la Mostra d’Arte Intercontinentale (tappa di Pechino) presso il Three Shadows Photography Art Centre.
L’opera Luce primordiale di Chen Jianping si presenta come una composizione a prima vista rigorosa e al tempo stesso dinamica, articolata in due campi verticali nettamente distinti. A sinistra, una superficie chiara, di color grigio azzurro, è animata da tracce irregolari che evocano elementi organici e naturali, come il colare delicato della pioggia su un vetro. Un effetto prodotto da velature, colature e sottili abrasioni dell’acrilico. A destra, un blu più profondo e compatto è costituito da una fitta trama di pennellate verticali, che conferiscono alla composizione ritmo e densità materica.
L’acrilico è sfruttato nella sua fluidità, per generare effetti apparentemente casuali e “naturali”; ma anche con una tecnica di stratificazione, evidente nella parte più scura dell’opera. La luce non è rappresentata, ma emerge come qualità interna del colore. Gli elementi organici della composizione non sono, in questo senso, solo segni decorativi o materici: ma diventano veri e propri veicoli di luce. L’artista li usa per modulare luminosità e profondità, e la materia stessa diventa fonte di energia visiva.
Dal punto di vista stilistico, l’opera suggerisce collegamenti con l’astrazione contemporanea ed evoca la tensione gestuale, il dinamismo e l’energia dell’Action Painting di Jackson Pollock. L’irruenza e la “casualità” della pennellata di Pollock sono tuttavia lontani: il tratto di Chen Jianping denota virtuosismo e padronanza della tecnica. La scelta delle gamme cromatiche e la composizione stessa suggeriscono sentimenti malinconici e meditativi. È infine percepibile, nella struttura del dipinto, una riflessione sui concetti di soglia e confine: tra caos e ordine, tra energia e forma.
SERIE “LUCE PRIMORDIALE”
Acrilico su tela, cm 60 x 80, 2025
Testo di Nicola Degioanni
