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Emanuele Gregolin

Emanuele Gregolin è nato a Milano nel 1972. Ha compiuto studi d’arte, musica e architettura. È attivo in ambito artistico a partire dal 1990, partecipando a numerose rassegne d'arte e concorsi. Differenti sono le istituzioni pubbliche e private che hanno dedicato al suo lavoro pubblicazioni ed esposizioni, custodendo sue opere: Museo della Permanente di Milano, Coll. Vittoriale degli Italiani di Gabriele d'Annunzio (Gardone Riviera (BS), Musei civici di Tortona, Coll. Museo Parisi Valle di Maccagno (VA), Spazio civico Natta (Como), Museo Cantonale di Biasca (Svizzera), Cattedrale S. Maria Matricolare (Verona), Coll. Santuario di Lourdes (Verona), Coll. Archivio Storico del Duomo di Verona, Coll. Galleria d'Arte Sacra dei Contemporanei di Villa Clerici (Milano), Coll. Chiesa di San Carlo (Lugano, Svizzera), Coll. Chiesa dei Santi Silvestro e Martino (Milano), Museo civico della città di Orlando, Florida (USA), Bejing Riverside Art Museum (Cina), Coll. Palazzo Bovara Unione Confcommercio (Milano), Palazzo Partanna EPT (Napoli), Coll. Villa Magnisi (Palermo), Coll. Fondazione Casa per Musicisti Giuseppe Verdi (Milano), Coll. Kiron Villa Arconati Fondazione Augusto Rancilio, Casa Testori (Novate Milanese), Coll. Fondazione Corrente Casa Ernesto Treccani (Milano), Istituto Auxologico Italiano (Milano), antico Battistero di Velate (Varese).

L’opera Interno – Atelier costruisce una struttura visiva di tipo collage in cui pittura, musica e memoria dello spazio si intrecciano. Il supporto dell’immagine è costituito da vecchi spartiti musicali, che trasformano l’intera superficie in una sorta di frammento musicale visualizzato. Lo spartito non è soltanto uno sfondo, ma una traccia del tempo: note e pentagrammi generano un ritmo invisibile che permette alla pittura di conservare, anche nella sua immobilità, l’eco di un suono.

La composizione è chiaramente divisa in due aree visive. Sul lato sinistro compare una poltrona blu, circondata da una materia pittorica bianca, densa e irregolare, come se fosse avvolta da una luce o da una memoria che la ricopre. La poltrona possiede una forte dimensione quotidiana: ricorda un angolo silenzioso dello studio, forse il luogo della pausa o della riflessione dell’artista. Le linee blu sono morbide e delicate, creando un contrasto sottile con la trama minuta dello spartito sullo sfondo, rendendo questo spazio allo stesso tempo reale e indistinto. In opposizione, sul lato destro della tela si apre una zona nera intensa e compatta. Qui la pittura si accumula attraverso schizzi e colature, generando un’energia visiva quasi esplosiva. All’interno di questa oscurità emerge un quadrato rosso brillante, che appare come una finestra o come una nota musicale isolata che emette un lampo improvviso nella notte. Il rosso introduce un punto focale nell’immagine e agisce come un accento musicale, spingendo il ritmo visivo verso il suo momento di massima intensità. Il rapporto tra queste due parti crea la tensione principale dell’opera. A sinistra troviamo silenzio e memoria, a destra esplosione ed energia sconosciuta; da un lato uno spazio figurativo, dall’altro una dimensione astratta. Lo spartito musicale attraversa l’intera composizione, unificando queste due condizioni all’interno della stessa struttura temporale. La musica non appare più come melodia udibile, ma come ritmo che continua a esistere nella dimensione visiva.

Il titolo Ancora Musica offre una chiave di lettura fondamentale. Dopo che la musica termina, il suono continua a vibrare nello spazio, proprio come la memoria che persiste nel tempo. La poltrona, le tracce di colore e lo spartito diventano così metafora del luogo della creazione artistica: lo studio non è soltanto un ambiente di lavoro, ma uno spazio in cui suoni, pensieri ed emozioni si depositano e si stratificano.

In questa opera Emanuele Gregolin rappresenta uno spazio intimo dell’artista e lo stato mentale che accompagna il processo creativo. Tra spartiti e materia pittorica, il suono si trasforma in traccia visiva, mentre l’atelier diventa un luogo capace di custodire tempo, memoria ed energia creativa.





INTERNO - ATELIER (ANCORA MUSICA)
Olio su tavola, cm 100 x 60, 2025
Testo di Pengpeng Wang

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