Jiang Yongyan
Jiang Yongyan si è laureata presso il Dipartimento di Incisione dell’Accademia Centrale di Belle Arti di Pechino ed è un’artista contemporanea cinese, membro della Hudson Artists Association di New York. Dal 2013 è attiva sulla scena artistica newyorkese, dove ha realizzato diverse mostre personali in differenti gallerie della città. Nel 2018 le sue opere sono state presentate sugli schermi di Times Square, attirando ampia attenzione.
I suoi lavori sono stati pubblicati in numerose riviste specializzate, tra cui Art State, Art Appreciation, Art Documents e Art Panorama. Nel 2022 le sue opere e un’intervista sono apparse sulla rivista artistica italiana SPOLETO ARTE 35, dove ha ricevuto anche il Premio Ambasciatore dell’Arte. Nel 2023 l’opera Perception · Unknown è entrata nella collezione del Queens College di New York; nello stesso anno diverse sue opere sono state selezionate per la Biennale d’Arte Panamericana, con mostre a Washington, Miami, Los Angeles e New York.
Negli ultimi anni ha realizzato grandi installazioni per spazi pubblici, alcune delle quali sono state acquisite permanentemente da diversi resort tematici di lusso a cinque stelle. La sua pratica artistica attraversa molteplici media - incisione, tecniche miste, installazione, pittura e multimedia - combinando materiali quotidiani e linguaggi visivi per esplorare le relazioni tra vita, universo e dimensione spirituale dell’essere umano. Secondo l’artista, l’arte dovrebbe possedere una forza terapeutica e ispiratrice, capace di offrire allo spettatore nuove possibilità di riflessione e consapevolezza.
L’opera Mood Flow presenta uno spazio visivo in continua trasformazione attraverso un linguaggio materico stratificato e una struttura lineare libera. Spruzzi, velature, collage e linee tracciate a mano si intrecciano, generando una struttura complessa e dinamica, simile a una mappa emotiva costantemente riscritta. L’immagine non mira a costruire una forma stabile, ma esprime uno stato psicologico in continua mutazione attraverso sovrapposizioni e flussi.
Linee nere e grigie attraversano la superficie come traiettorie di movimento, incrociandosi e ruotando nello spazio pittorico. Queste linee appaiono allo stesso tempo come estensione del gesto dell’artista e come percorso del pensiero, collegando diversi livelli dell’immagine. Attraversano forme astratte e immagini sfocate, creando una struttura che ricorda una rete neurale o una mappa dei flussi urbani, suggerendo il modo in cui le emozioni si muovono all’interno della coscienza.
Anche la stratificazione cromatica svolge un ruolo fondamentale. L’alternanza di tonalità calde e fredde e la sovrapposizione semitrasparente generano una profondità spaziale variabile. Blu grigiastro, marrone e accenti di colore più luminosi emergono sotto la superficie, come sedimenti emotivi depositati nel tempo. L’artista non nasconde le tracce del processo creativo: spruzzi di pigmento, segni di sfregamento e colature di colore rimangono visibili, rendendo il gesto stesso parte integrante dell’opera.
Nel confronto tra le due opere della serie emerge un ritmo visivo al tempo stesso continuo e mutevole. La prima presenta una struttura più aperta, in cui le linee si sviluppano all’interno di uno spazio relativamente chiaro; la seconda appare invece più densa e compressa, con linee e forme che quasi saturano l’intera superficie, rendendo l’esperienza visiva più intensa e complessa. Questa trasformazione suggerisce un processo emotivo che passa dalla dispersione alla concentrazione, dalla chiarezza alla confusione.
Attraverso la stratificazione dei materiali e la libertà del segno, Jiang Yongyan trasforma l’emozione da stato statico a energia dinamica e in continua espansione. Lo spettatore, osservando l’opera, è invitato a tracciare il proprio percorso tra queste linee e questi flussi, partecipando così alla costruzione del significato.
Questa serie rivela un linguaggio pittorico aperto e dinamico: registra le tracce del processo creativo dell’artista e al tempo stesso costruisce un campo visivo continuamente interpretabile. Tra linee intrecciate e immagini sovrapposte, l’emozione si manifesta come movimento visibile, un ritmo spirituale in costante trasformazione.
MOOD FLOW (SERIES 1 LIQUID MELODY)
Acquerello, inchiostro, aerografo, penna calligrafica, pennello calligrafico su carta da acquerello, cm 51 x 62, 2025
Testo di Pengpeng Wang
