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Karam Sebastiano Cannarella

Nella sua nuova serie, Karam Sebastiano Cannarella dipinge le drag queen. Per l'artista sono presenze sceniche che appaiono fragili e drammatiche, attraversate da una tensione costante tra identità e rappresentazione, tra ciò che si indossa nello spettacolo e ciò che resta, vulnerabile, nell'ombra. Vanitas contemporanee, fluide e ambigue, che non celebrano la maschera, ma ne mostrano la ferita: corpi sospesi, sofferenti, in cerca di emancipazione. Gli artisti ritratti costituiscono un pretesto pittorico attraverso cui indagare i temi del corpo, dello spazio e dell’azione, ciò che l'artista definisce “rito”. Non è però l'atto in sé a interessarlo, quanto ciò che lo precede e ciò che lo segue: la sospensione, l'attesa, la vibrazione che anticipa l'accadimento e la traccia che resta dopo.

Nel dipinto Spoglia Regale, la parrucca viene rimossa e diventa reliquia, la collana di perle sta per essere tolta e abbandonata sul pavimento, lustrini e paillette si spengono, dimenticati. È un momento di stanchezza e malinconia, di drammatica rassegnazione, quando il rito si chiude e ciò che resta non è più rappresentazione ma traccia. Gli ambienti teatrali di Cannarella diventano così un teatro mentale ed emotivo, capace di rivelare stati dell'anima in cui la scena non mostra, ma trattiene ciò che resta.





SPOGLIA REGALE
Olio su tela, cm 70 x 70, 2025
Foto di Alfredo Felletti
Testo di Vera Agosti

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