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Li Chengxi

Li Chengxi è nato a Shanghai nel 2001. Nel 2024 si è laureato presso il Dipartimento di Pittura dell’Accademia di Belle Arti di Shanghai (Shanghai Academy of Fine Arts), ottenendo il titolo di laureato eccellente dell’Università di Shanghai; la sua opera è stata inoltre selezionata tra i migliori progetti di diploma dell’Accademia per il 2024. Attualmente prosegue i suoi studi in pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, dove frequenta il corso di laurea magistrale.

Come artista indipendente, Li Chengxi si dedica principalmente alla pittura, privilegiando un linguaggio visivo costruito attraverso colori intensi e linee ritmiche. Nella sua pratica creativa ricompone mentalmente frammenti del mondo, che poi riorganizza liberamente sulla tela, dando vita a uno stile visivo romantico e misterioso. Le sue opere attraversano paesaggi naturali, ambienti urbani e scene della vita quotidiana, estendendosi al tempo stesso verso spazi di sogno e immaginazione, creando una narrazione poetica sospesa tra realtà e dimensione interiore.

Come giovane artista, è attivo sia nel contesto accademico sia in ambito comunitario e su piattaforme artistiche nazionali e internazionali. Nel 2023 ha ottenuto il terzo premio alla VIII edizione della mostra di creatività artistica universitaria Huichuang Qingchun di Shanghai, e ha partecipato alla mostra tematica Wonderland del progetto artistico urbano Co-O, realizzata congiuntamente dall’Accademia di Belle Arti di Shanghai e dall’Accademia di Teatro della stessa città. La sua ricerca è stata inoltre selezionata per l’AACC-I 2024 partecipando a numerosi eventi e mostre internazionali, tra cui World Art Dubai 2025, il Premio Internazionale di Arti Visive Giotto di Firenze, la Seconda Edizione del Festival d’Arte di Sanremo, nonché, su invito, alla Bologna Art Book Fair 2025 e alla mostra storica Pier Paolo Pasolini: Sacro Periferico (2025-2026).

Nell’opera I’ve Pricked My Heart, Li Chengxi costruisce una complessa struttura visiva sospesa tra sogno, memoria e narrazione simbolica. L’intera immagine è immersa in un’atmosfera in cui viola profondo e blu si intrecciano, evocando uno spazio mentale notturno. In questa tonalità silenziosa e profonda prende forma una narrazione intima del mondo interiore. La figura umana appare e scompare tra elementi naturali, simboli stellari e forme astratte, fino a fondere gradualmente realtà e immaginazione.

La figura centrale tiene le braccia raccolte sul petto, come se stesse proteggendo o toccando il proprio cuore. Questo gesto può essere interpretato sia come un atto di auto-consolazione sia come una risposta a una ferita interiore. L’espressione del volto è calma e introspettiva, trasformando l’immagine da semplice rappresentazione del dolore in un momento di profonda contemplazione di sé. Li Chengxi traduce l’emozione in un linguaggio visivo simbolico: la “lacerazione” non è più soltanto una ferita fisica o sentimentale, ma diventa una metafora di risveglio e consapevolezza.

Gli elementi naturali presenti nell’opera possiedono una chiara dimensione simbolica. Fiori, linee d’acqua in movimento, punti luminosi a forma di stella e rami sinuosi si collegano tra loro, creando una struttura che ricorda un cosmo o una rete neuronale. Queste forme minute e fluttuanti sembrano tracciare il percorso delle emozioni, mettendo in relazione l’esperienza psicologica individuale con un ordine naturale più ampio. Il cuore non appare più soltanto come un organo del corpo, ma come un centro di convergenza tra emozione, memoria ed energia vitale.

Dal punto di vista del linguaggio pittorico, Li Chengxi utilizza colore fluido, tracce di gocciolatura e linee sottili, generando un ritmo visivo che ricorda un processo di crescita organica. Le immagini non sono rigidamente delineate, ma emergono gradualmente attraverso stratificazioni di colore e materia. Questo procedimento conferisce all’opera una qualità fortemente poetica, invitando lo spettatore a scoprire progressivamente nuovi dettagli e significati simbolici.

L’atmosfera cromatica dominata dal viola intensifica la dimensione spirituale del dipinto. Nella storia dell’arte e nella tradizione simbolica, il viola è spesso associato al mistero, alla meditazione e alla coscienza interiore. In quest’opera esso costruisce uno spazio psicologico simile a un sogno, in cui la figura sembra muoversi nelle profondità della coscienza.

Attraverso l’intreccio tra simbolo e narrazione, Li Chengxi trasforma il dolore interiore in energia creativa. In questo spazio spirituale color viola, la ferita non rappresenta una fine, ma diventa una porta attraverso cui comprendere sé stessi e il mondo.





I'VE PRICKED MY HEART
Acrilico e olio su tela, cm 60 x 60, 2025
Testo di Pengpeng Wang

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