Lorenzo Forti
Lorenzo Forti, nato a Milano nel 2001, manifesta fin da giovanissimo un forte talento artistico. A soli undici anni viene premiato per la sua capacità nella resa volumetrica del corpo umano, ricevendo anche la copertina del libro Le radici della libertà. Durante gli anni del Liceo Artistico realizza numerose decorazioni murali, tra cui un murale di 12 mq per la sede regionale di AVIS Lombardia.
Prosegue la sua formazione a Milano frequentando prima la Scuola del Fumetto e successivamente la Milano Painting Academy, dove studia le tecniche tradizionali della pittura a olio tramandate nelle botteghe artistiche del Seicento, periodo a cui si sente particolarmente legato. Nella sua ricerca pittorica si ispira soprattutto a Rubens e Caravaggio per il colorismo e lo studio della luce.
Nel 2024 presenta una mostra personale con oltre trenta opere presso Villa Litta a Milano, seguita da esposizioni tra il 2024 e il 2025 al prestigioso Palazzo del Cinema Anteo. Nel 2025 espone alla Volterra Art Week, dove riceve una Menzione d’Onore per la tecnica nella pittura a olio. Nello stesso anno partecipa alle selezioni dell’Arte Laguna Prize e prende parte a diverse mostre collettive tra Milano e Novate Milanese. Il 2026 si apre con una mostra collettiva presso la Galleria ArteMida di Milano.
Nell’opera Connessioni, Lorenzo Forti costruisce un universo visivo sospeso tra ritratto realistico e narrazione simbolica. L’intera immagine è immersa in un’atmosfera marina di un blu profondo: la figura sembra trovarsi in uno spazio silenzioso e subacqueo, dove, all’interno di un ambiente quasi onirico, prende forma un atto di autorappresentazione. Il gesto dell’autoritratto si trasforma così in un viaggio spirituale, nel quale l’atto creativo diventa metafora dell’esplorazione del mondo interiore.
Le creature marine presenti nell’immagine costruiscono un articolato sistema simbolico. La murena, che si avvolge attorno al corpo con movimenti sinuosi e intensi, suggerisce allo stesso tempo la forza delle emozioni e delle paure, ma anche un’energia nascosta nelle profondità della vita. Non appare come una minaccia, ma piuttosto come un richiamo proveniente dall’inconscio, che invita il soggetto a confrontarsi con la complessità e l’ignoto interiori.
Accanto ad essa, il polpo emerge come simbolo di intelligenza e sensibilità: i suoi tentacoli sembrano estendersi tra il braccio dell’artista e il pennello, trasformando il gesto creativo in un’azione condivisa con le forze della natura. L’atto del dipingere appare così come un processo in cui la coscienza e il mondo naturale entrano in dialogo.
Gli anemoni marini che fioriscono tra i capelli della figura introducono un ulteriore livello simbolico. Piccoli pesci nuotano tra i loro filamenti, generando una scena di vita leggera e fluida che porta una delicata luminosità all’interno della profondità blu dell’immagine. Questo dettaglio trasforma l’opera da semplice meditazione introspettiva in una visione che contiene anche suggestioni di rinascita e gioia. In questo contesto, l’oceano diventa allo stesso tempo spazio dell’inconscio e simbolo del ciclo della vita e del flusso dell’energia.
Forti utilizza una pennellata precisa e attenta per rendere la consistenza delle creature marine, mantenendo al contempo un equilibrio cromatico unitario. La dominante monocromatica blu fa sì che la figura e l’ambiente si fondano progressivamente, come se il soggetto fosse ormai parte integrante dell’ecosistema marino. L’immagine assume così una qualità allo stesso tempo realistica e surreale, invitando lo spettatore a oscillare continuamente tra ritratto e visione fantastica.
Alla fine, Connessioni si rivela come un dipinto dedicato all’integrazione interiore. In questo mare simbolico, paura, saggezza e gioia si intrecciano, trasformando l’arte in un modo per comprendere la propria esistenza.
Forti invita lo spettatore a immergersi nel proprio mondo interiore come in una profondità marina: lì, ombra e luce non sono opposte, ma due forze che scorrono nello stesso oceano.
CONNESSIONI
Olio su legno, cm 70 x 50, 2025
Testo di Pengpeng Wang
