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Maddalena Bellorini

Maddalena Bellorini, dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, la sua passione per la scenografia e le arti visive la porta a trasferirsi per un periodo a New York, dove lavora presso l’Art Department del film Autumn in New York, diretto da Joan Chen.

Tornata in Italia, inizia a progettare video e installazioni esposte in diverse gallerie; alcune di queste opere sono divenute permanenti presso enti e strutture private. Da sempre interessata ai saperi multidisciplinari e orientata verso un pensiero non settoriale, amplia progressivamente la propria ricerca anche nell’ambito della didattica dell’arte.

Frequenta corsi di formazione specialistica sul metodo didattico Bruno Munari e il percorso formativo Giocare con l’Arte: Ceramica e Grafica – Da cosa nasce cosa presso il Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza. Per oltre dieci anni collabora con MUNLAB – Spazio Permanente Metodo Bruno Munari a Milano, progettando e conducendo numerosi laboratori artistici nelle scuole.

Progetta inoltre laboratori di ceramica ispirati al metodo Giocare con l’Arte. Da sempre affascinata dal Libro d’Artista, sviluppa nelle scuole il progetto Giocare a fare libri è una cosa seria!, dedicato a bambini e ragazzi e finalizzato all’esplorazione delle potenzialità espressive e comunicative dei materiali e delle tecniche del libro come oggetto artistico.

Negli ultimi anni ha approfondito l’arte della legatoria tradizionale giapponese, frequentando corsi di formazione a cura di Luca Cisternino. Parallelamente prosegue la propria ricerca personale sul libro d’artista. Alcune sue opere sono presenti in collezioni private ed espone i suoi lavori partecipando a mostre e concorsi nazionali e internazionali.

Nel libro d’artista 137Cs–Butterfly, l’artista trasforma la pagina da superficie bidimensionale in una forma spaziale leggera e vitale attraverso piegature, intagli e sovrapposizioni di carta. Il libro costituisce la struttura di base dell’opera: quando le pagine vengono aperte, i motivi traforati si sollevano progressivamente verso l’alto, come nel momento in cui delle ali si dispiegano, dando forma a una farfalla simbolica. Questa trasformazione dal piano allo spazio unisce l’atto della lettura all’esperienza della visione.

Il taglio minuzioso della carta genera una trama complessa e organica. La luce che attraversa le parti traforate proietta ombre morbide tra la superficie del libro e il piano su cui poggia, conferendo all’opera un ritmo quasi respirante nella sua immobilità. Il luminoso tono giallo-verde al centro rafforza ulteriormente questa sensazione di vitalità, come se un fascio di luce crescesse dall’interno delle pagine, rendendo l’intera struttura leggera e dinamica.

L’opera trasforma il libro, oggetto tradizionalmente associato alla conoscenza e alla memoria, in una forma naturale. Le pagine non sono più soltanto supporto per il testo, ma diventano una struttura capace di crescere, dispiegarsi e trasformarsi. In molte culture la farfalla simboleggia metamorfosi e rinascita; in questo lavoro suggerisce anche il processo attraverso cui pensiero e immaginazione si liberano dalle pagine.

Questo dispositivo, costruito attraverso carta, luce e spazio, colloca l’opera in una dimensione intermedia tra scultura, libro d’artista e installazione. Con un linguaggio materiale estremamente essenziale, l’artista trasforma la semplicità della carta in un’esperienza visiva poetica. Davanti all’opera, lo spettatore non osserva soltanto una raffinata struttura cartacea, ma sembra assistere a un momento sospeso - il passaggio dalla quiete al volo.

Nel gesto dell’apertura delle pagine si compie una metamorfosi formale: come il pensiero che, attraverso la lettura, conquista la propria libertà e si dispiega leggero nello spazio.





137Cs-BUTTERFLY
Intaglio e bucatura a mano, acquarelli metallizzati e fluo, collage su carta, giapponese e carta Arches, cm 33.5 x 22 (chiuso) cm 67 x 22 (aperto), 2025
Testo di Pengpeng Wang

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