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Peppe Cuomo

Peppe Cuomo, laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, allievo di Sgambati, Zevi e Jodice, il salernitano Peppe Cuomo - classe 1957 - nella sua più recente produzione manifesta un’ulteriore metamorfosi della propria arte: la pittura abbandona la funzione rappresentativa per farsi pura ontologia del silenzio, un esercizio di sottrazione che trasforma la tela in un’estensione sensibile del vissuto introspettivo.

In questi ultimi oli, la materia cromatica non si deposita come semplice pigmento, ma si stratifica con una delicatezza aerea, originando uno spazio fisico ed emotivo che vibra di un’attesa sospesa, quasi atemporale. La ricerca dell’artista si muove lungo un crinale dove l’azione pittorica retrocede per lasciare il passo a una gestualità di pensiero, un’immobilità feconda che rifugge il dinamismo del segno per abbracciare una stasi meditativa.

In questo solco di assoluta coerenza formale, il lavoro di Cuomo dialoga apertamente con le vette dell’astrazione e del minimalismo internazionale, evocando la sacralità luminosa e spirituale di Mark Rothko e la precisione spaziale di Barnett Newman, ma declinandole attraverso una sensibilità più rarefatta.

Se la pulizia analitica e la riflessione sulla natura stessa del supporto rimandano alle indagini di Robert Ryman e David Simpson, è nella sintonia con la poetica di Ettore Spalletti che Cuomo trova una vicinanza elettiva, traducendo il colore in un’atmosfera impalpabile, quasi una polvere di luce che avvolge lo spettatore.

Non siamo dunque di fronte a un mero esercizio di stile, ma a una rigorosa indagine sulla percezione, dove il quadro diventa un dispositivo di ascolto interiore, un luogo dove il cromatismo si fa silenzio e l’osservazione si trasforma in una profonda, immobile esperienza dell’Essere.





MUTA-MENTI, NARRAZIONI DINAMICHE
Olio su tela, cm 100 x 120, 2025
Collezione pubblica “Presidio Ospedaliero Territoriale di Prevalle (BS) - ASST Garda-”
Testo di Michele Citro

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