Samantha Lina
Samantha Lina, è nata a Milano, dove vive e lavora, si laurea con lode in Lingue e Letterature Straniere e consegue un master in Comunicazioni Sociali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Nel 2003 lascia il lavoro nell’ambito dell’ufficio stampa e del coordinamento eventi per dedicarsi completamente alle arti visive.
La sua cifra stilistica si esprime attraverso un linguaggio multidisciplinare che spazia tra scultura, pittura, disegno, collage, performance e video. Questo approccio è profondamente influenzato dalle sue precedenti esperienze nel teatro e nella danza contemporanea, maturate presso la Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi di Milano e il Dipartimento di Teatro della Penn State University.
Le sue opere nascono da un flusso continuo di ricerca quotidiana, concettuale e meditativa, attento alla forma e alla sua evoluzione. Il processo creativo si sviluppa attraverso assemblaggi di frammenti e simboli del vissuto quotidiano, scritture spiraliformi, collage e dipinti dall’atmosfera onirica.
Oltre alle numerose esposizioni personali e collettive in diversi spazi milanesi - tra cui Wannabee Gallery, Galleria il Milione, Castello13 e il MAS Museo Arte e Scienza - l’artista ha realizzato interventi e mostre a Volterra presso Palazzo Viti, a Verona all'interno del Palazzo della Gran Guardia e a Parigi all’Institut Cultural du Mexique.
Nel 2025 dirige una performance ai Giardini di Pomona, dove inaugura Cavità e Fuochi, un contenitore collettivo attraverso il quale amplia la propria ricerca ideando e realizzando progetti culturali che coinvolgono artisti e relatori.
Nell’opera Momentum, l’artista trasforma linguaggio, tempo e spazio in un ordine visivo attraverso una struttura di scrittura estremamente rigorosa e precisa. Nell’immagine compaiono due forme circolari composte da una fitta trama di parole, che si espandono progressivamente verso l’esterno seguendo un movimento concentrico. Il testo non è più soltanto un segno da leggere, ma diventa l’unità fondamentale per costruire forma e ritmo, trasformando il linguaggio in una traiettoria visiva dotata di direzione e velocità.
Questa struttura conferisce all’opera una forte sensazione di movimento. Le parole si dispongono lungo orbite circolari che si sviluppano progressivamente, come se fossero attratte da una forza invisibile che le guida tra il centro e la periferia dell’immagine. Il dinamismo non deriva dal cambiamento della forma, ma dal ritmo generato dalla ripetizione della scrittura. Come osservava Gilles Deleuze parlando della “ripetizione”, essa non rappresenta una semplice reiterazione, ma un processo in cui si producono continuamente differenze. In questa opera, ogni linea di scrittura segue la stessa traiettoria, ma attraverso minime variazioni genera nuove densità visive.
Anche lo spazio vuoto al centro dell’immagine assume un ruolo fondamentale. Il cerchio centrale privo di scrittura fa sì che l’intera struttura sembri ruotare attorno a un nucleo invisibile. Questo vuoto è allo stesso tempo un punto di respiro visivo e una forma di “vacuità” filosofica. Nella tradizione estetica orientale, il vuoto non è una mancanza, ma l’origine della generazione. Come affermava Laozi: Ciò che è pieno produce utilità, ma è il vuoto che rende possibile l’uso. È proprio questo spazio vuoto a dare direzione e tensione al movimento della scrittura.
Nell’opera di Samantha Lina, il testo ripetuto costruisce progressivamente una traiettoria, e questa traiettoria rivela nello spazio una forza silenziosa ma persistente. All’interno di questa struttura quasi meditativa, la scrittura non è più soltanto uno strumento per trasmettere significato, ma diventa una riflessione visiva sull’esistenza e sul fluire del tempo.
MOMENTUM
China su carta, cm 67 x 100, 2025
Testo di Pengpeng Wang
