top of page

Shen Jingdong

Shen Jingdong, nato a Nanchino (Jiangsu) nel 1965, si è laureato in incisione presso il Dipartimento di Belle Arti della Nanjing University of the Arts, ed è una figura di rilievo nell'ambito dell'arte contemporanea cinese. La sua carriera artistica inizia nel 1991, quando lavora come scenografo presso il gruppo artistico del Dipartimento Politico del Distretto Militare di Nanchino. Shen Jingdong è conosciuto per il suo stile pittorico unico dalla “consistenza ceramica”, che fonde l'umorismo e la leggerezza della Pop Art con una profonda riflessione sociale. Le sue opere principali includono le serie Eroi, Bendaggi e Il piccolo principe, e spaziano dalla pittura alla scultura fino alle installazioni. Le sue creazioni non solo offrono un'interpretazione originale della figura del soldato e dell'eroismo, ma attraverso simboli come il “bendaggio” affrontano temi universali legati al dolore e alla guarigione. Il suo linguaggio visivo, semplice e diretto, dai colori vivaci e brillanti, è molto apprezzato dal pubblico in patria e all'estero, ed è stato esposto in numerosi Paesi del mondo.

In queste opere del ciclo Scherzo Internazionale è evidente un contrasto: quello fra la leggerezza e la luminosità del neon, la dimensione parodistica dei soggetti, il segno giocoso e lo stile caricaturale e la feroce riflessione critica sulle dinamiche politiche e sociali del mondo contemporaneo. Le installazioni sono realizzate con tubi al neon sagomati, assemblati e infine riempiti di gas neon o argon colorato. La resa visiva è netta, priva di chiaroscuri, il segno coincide con la luce stessa. I soggetti, un personaggio con cappello a cilindro, abiti a colori vivaci e fucile in mano, un soldato in divisa ed elmetto armato di mitragliatore e un secondo soldato, armato di fucile, con cappotto e colbacco, sono icone del mondo militare e belligerante rilette in chiave ironica quasi “pop”. Riconducibili a stereotipi culturali, contesti e epoche differenti, ma uniformati in una grammatica visiva globale.

Le figure, delineate su fondo nero, presentano una stilizzazione infantile: i personaggi avanzano in pose schematiche, costruite con effetti cromatici accesi e artificiali. Il verde, il rosso, il blu e il giallo non solo catturano lo sguardo, ma producono tensione visiva e campi energetici. Dietro questa estetica ludica si articola la critica alla spettacolarizzazione della violenza ma soprattutto alla sua banalizzazione nei media globali. Le armi sono ridotte a forme essenziali e quasi giocattolistiche. Il neon, linguaggio tipico della pubblicità e del paesaggio urbano, diventa strumento narrativo, collegando l'opera dell'artista cinese a quella di Dan Flavin, Bruce Nauman e, per dimensione testuale e politica, Jenny Holzer.





SCHERZO INTERNAZIONALE
Luce al neon, cm 80 x 100, 2025
Testo di Nicola Degioanni

Trudu-m.jpg
bottom of page