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Yang Yaping

Yang Yaping è un’artista della Land Art che vive la sua creatività in modo interdisciplinare. Fin dalla giovane età ha coltivato una profonda passione per l’arte. Ha inoltre seguito corsi di formazione presso The University of Newcastle, Australia, partecipando al programma online di Full Spectrum Imaging. Durante il periodo di studio ha preso parte attivamente alle attività di creazione artistica promosse dall’Associazione degli Studenti Cinesi Rientrati dall’Estero in Europa e America, dedicandosi alla ricerca sulle possibilità espressive tra immagine fotografica e performance art.

Nel 2016, Yang Yaping ha collaborato con l’organizzazione “Land Art” e con il “Contemporary Performance Art Studio” per realizzare la serie di opere Figlio della Terra. Inserita nel contesto dell’ambiente naturale, questa serie sviluppa una pratica artistica che combina performance, fotografia e installazione, esplorando il legame spirituale tra essere umano e natura, stimolando una riflessione ecologica contemporanea. Le sue opere sono state esposte in numerose città e istituzioni internazionali, tra cui gli Stati Uniti, Singapore, Osaka (Giappone), il Louvre in Francia e Firenze, e hanno ricevuto in diverse occasioni premi e riconoscimenti in ambito artistico internazionale.

In Figlio della Terra, Yang Yaping sceglie una narrazione visiva che rinuncia alla figura intera per privilegiare il frammento e il dettaglio rivelatore: una mano che sfiora la superficie rugosa della terra, piccoli agglomerati scuri come germogli pietrificati; l’intera composizione appare come un rituale criptico tra l’essere umano e il suolo. Lo spazio è ridotto all’essenziale, come se l’artista volesse cancellare ogni distrazione per condurci a contemplare l’essenza stessa del contatto. La fotografia parla di origine e appartenenza senza retorica, attraverso un gesto semplice ma potentissimo: quel toccare la terra non è un atto estetico, ma un ritorno, un riconoscimento. Il bianco e nero amplifica la sensazione di arcaicità, quasi fossimo di fronte a una memoria ancestrale, a un tempo in cui l’essere umano non si percepiva separato dalla natura, ma parte integrante di essa.





FIGLIO DELLA TERRA
Fotografia, cm 35.56 x 23.71, 2025
Testo di Sandro Serradifalco

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