Yao Xuewen
Yao Xuewen, nata a Shanghai nel 1995, ha conseguito una laurea in giurisprudenza e successivamente un master in gioielleria e lavorazione dei metalli in contesti accademici nazionali e internazionali. La sua pratica artistica si sviluppa principalmente attraverso installazione, scultura e gioiello contemporaneo. Muovendosi da una prospettiva interdisciplinare che intreccia economia, politica e diritto, l’artista riflette sui sistemi sociali e culturali, utilizzando in modo poetico materiali non convenzionali e continuando a esplorare, nel contesto dell’arte contemporanea, le possibilità di integrazione e trasformazione tra diverse discipline.
Le opere di Yao Xuewen sono state pubblicate all'interno di differenti riviste e pubblicazioni specializzate, tra cui la rivista internazionale di arte contemporanea AUTOR e l’Annuario dell’Arte Contemporanea Cina-Italia. Ha inoltre ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui China Youth Design 100, il Zhuhai New Design Forces Award e il China Xinhua Design Gold Award. I suoi lavori sono stati esposti in importanti istituzioni artistiche, tra cui il Museo del Louvre in Francia e il Winchester Contemporary Art Museum nel Regno Unito, oltre a essere presentati in numerose mostre internazionali di arte contemporanea. Tra queste figurano l'esposizione Portraits of a Community organizzata dalla Society of North American Goldsmiths (SNAG), la mostra New Territories promossa da Splash Art negli Stati Uniti, e Mirror of Illusion organizzata dalla Chenghuai Aesthetic Society in Australia. Parallelamente, l’artista è stata invitata come giurata in competizioni internazionali di design, tra cui il Cannes Kinsman International Design Award, ed è inoltre gemmologa certificata IGI (International Gemological Institute).
Yao Xuewen ritiene che, indipendentemente dalla disciplina di appartenenza, il valore ultimo di ogni campo del sapere risieda nella capacità di lasciare un segno profondo nelle persone - valori come gentilezza, integrità, dignità e aspirazione alla pace.
Le due opere installative incluse in questa edizione dell’annuario, Il Braccio dell’Assimilazione e Il Collo dell’Assimilazione, trasformano attraverso un linguaggio materiale estremamente essenziale e preciso il rapporto tra metallo, magnetismo e struttura spaziale in un sistema visivo di forte significato filosofico. Utilizzando argento, magneti e polvere magnetica come materiali principali, l’artista costruisce un delicato equilibrio tra forza fisica e ordine geometrico, facendo sì che la scultura non sia più soltanto una forma statica, ma diventi un campo dinamico di relazioni in continua evoluzione.
Il Braccio dell’Assimilazione prende come unità fondamentale un piccolo cubo modulare, che attraverso una stratificazione progressiva genera una struttura simile a una matrice digitale o a un sistema di pixel. Questi blocchi metallici non sono semplicemente sovrapposti, ma appaiono organizzarsi in una sorta di ordine auto-generato sotto l’azione della forza magnetica. I moduli mantengono la propria autonomia, ma allo stesso tempo creano un ritmo strutturale continuo all’interno dell’insieme, dando l’impressione di una forma che si trova in uno stato costante di generazione e riorganizzazione. La struttura cubica si espande verso l’esterno come se fosse una parte del corpo che si estende nello spazio: la sua forma possiede al tempo stesso un ordine quasi architettonico e una dinamica di crescita organica.
In contrasto con questa configurazione, Il Collo dell’Assimilazione si sviluppa attraverso una struttura lineare più essenziale. Due linee metalliche arcuate emergono dalla base cubica e si innalzano nello spazio formando una curvatura leggera ma carica di tensione. Le linee tracciano nell’aria traiettorie che ricordano quasi un gesto di scrittura, conferendo alla scultura un’eleganza estremamente controllata. Le piccole strutture poste alle estremità delle linee metalliche evocano antenne o ramificazioni, suggerendo al tempo stesso un’allusione biologica e la freddezza materica del materiale industriale. Sotto l’azione della luce, queste forme sottili proiettano sul suolo ombre morbide e fluide, creando un ulteriore livello di relazione spaziale tra oggetto e immagine.
Le due opere presentano un evidente contrasto formale: una enfatizza la struttura modulare e l’aggregazione volumetrica, mentre l’altra costruisce una forma aperta attraverso linee e curvature spaziali. Tuttavia, a livello concettuale condividono un tema comune: l’assimilazione. Le proprietà materiali dei magneti e della polvere magnetica sono qui portate in primo piano, ma allo stesso tempo diventano portatrici di una forte dimensione metaforica. Il campo magnetico è invisibile, eppure influenza costantemente le relazioni tra le materie: esso rappresenta sia l’attrazione sia la logica interna che conduce alla formazione di una struttura. Sotto l’azione di questa forza invisibile, gli oggetti si organizzano gradualmente in un ordine, e gli individui entrano in una nuova configurazione collettiva attraverso l’interazione reciproca.
In questo senso, l’opera propone una riflessione sul rapporto tra individuo e sistema. I moduli cubici possono essere letti come unità di una struttura sociale, mentre le linee arcuate evocano una rete invisibile che connette tali unità. La presenza della forza magnetica suggerisce che gli individui non esistono in isolamento, ma formano un equilibrio dinamico attraverso un processo continuo di interazione. Questa relazione può essere interpretata sia come una metafora delle strutture sociali, sia come un simbolo dell’influenza reciproca tra essere umano e ambiente.
Le installazioni di Yao Xuewen diventano così una riflessione spaziale sulle relazioni, sulle forze e sui processi di generazione delle strutture. Attraverso un numero minimo di elementi visivi, l’artista costruisce sistemi concettuali complessi, portando lo spettatore a riconoscere che nel mondo in cui viviamo molte delle forze che determinano forma, ordine e connessione rimangono invisibili; eppure sono proprio queste forze a rendere possibile la continua formazione di nuovi legami e nuove totalità tra gli individui.
IL BRACCIO DELL'ASSIMILAZIONE
Installazione in metallo, cm 8.8 x 5 x 7.6, 2025
Testo di Pengpeng Wang
